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Storia di Camogli

La Storia di Camogli

Preistorica è l'origine di Camogli che già durante il dominio dei vescovi di Milano in epoca medioevale iniziava a divenire una cittadina costiera e marinara sebbene l'apice nella tradizione della marineria a vela venne raggiunto nell'Ottocento. All'epoca infatti i Francesi se ne servivano per conquistare l'Algeria svolgendo traffici nel Mediterraneo e partecipando alla guerra di Crimea.

Il borgo marinaro di Camogli ha provveduto alla costruzione del Castello di Dragonara in sua difesa, ma nel Trecento fu già distrutto da Nicolò Fieschi e da Gian Galeazzo Visconti. Durante la prima metà del quindicesimo secolo Camogli  era un antico borgo abitato da pescatori, ricco di bei palazzi e case attorniato di colli e valli.

Si avvicina alla città di Genova nel sedicesimo secolo al punto da essere anch'essa, come accadde per la repubblica genovese, soggetta alla dominazione di Napoleone Bonaparte nel Settecento; egli fu il promotore dell'inserimento di Camogli nel Dipartimento del Golfo del Tigullio (nella Repubblica Ligure) che aveva Rapallo come capoluogo.

Lo sviluppo di Camogli dal punto di vista urbanistico ed economico risale agli inizi dell'Ottocento quando il centro costituì uno dei maggiori borghi del VI Cantone della Frutta; nei primi del medesimo secolo, Camogli fu inglobata nel Dipartimento di Genova. Dopo aver fatto parte del Regno di Sardegna entrò nel Regno di Italia.

La tradizione marinara di Camogli ha fatto sì che il suo stemma mostrasse tre vele latine, con una torre sullo scoglio (probabilmente la raffigurazione dell'antico castello di Dragonara) e una stella dorata come simbolo della devozione nei confronti della patrona, la Madonna del Boschetto.